DONNA, NON TI FARAI BURLESQUE DI ME

Tenete presente quelle sere in cui capita di trovarvi con la gente sbagliata in un posto che avete sempre sognato di bombardare dall’alto con un F-15? Era una di queste, quella che mi appresto a raccontare. Un’amica di un amico di un conoscente, praticamente la donna a me più ignota in tutto il pianeta, mi aveva invitato qualche giorno prima. Mi rassicurava che il locale era più che giusto, quasi invincibile, e mi raccomandava di comportarmi da Billionaire senza scadere nel Planet Hollywood. C’ è una festa a tema burlesque, mi disse, e tu sei single, aggiunse. Un sillogismo che arrivai a comprendere solo dopo aver raccolto informazioni nomadi tra le persone più trendy che incontravo.
Cos’è il burlesque? Chiedevo loro.
La somma delle risposte suonava più o meno come un’abbondante nulla. Chi mi diceva sbrigativo una performance erotica, chi mi rispondeva senza grammatica Dita Von Teese la ex di Marylin Manson, chi ancora mi parlava sorridente di spogliarello ironico. Ognuno di loro insomma sapeva di cosa stava parlando, senza conoscere l’argomento. Una cosa che capita sempre più spesso al giorno d’oggi, da quando c’è movida.
Insomma: avevo capito con imprecisione che in quella serata ci sarebbero state le nudità giuste per farmi desiderare la donna d’altri. E questo poteva bastare per declinare l’invito, dal momento che io prima di tutto desideravo la mia di donna. Che adesso era lontana, ad un altro uomo di distanza da me. Mi trovavo in quella particolare condizione psicologica in cui la malinconia quotidiana mi spingeva verso il basso ventre sociale da un lato, scapestrato e alla moda come un ritratto di Andy Warhol, e verso quello della mamma dall’altro, confortante e familiare come una tazza di latte coi biscotti Plasmon. In poche parole, mi sentivo solo.
Per questo, con l’aiuto di un tedio ottobrino, la mia immeritata solitudine mandò un sms ad una delle persone a caso che non stimavo nella mia rubrica, sapendo che avrebbe accettato di passare la serata con me, a muoversi senza logica in una pista da ballo, ignorando ogni consapevolezza che lo avrebbe portato a non fare quello che stava facendo. La serata passò, ma cosa fosse il burlesque non lo avevo interamente capito nemmeno all’uscita dall’infame capannone vintage che mi aveva regalato un nuovo vuoto esistenziale da colmare. Avevo visto reggicalze e paillettes, piume e sorrisi, balletti goffi e spogliarelli parziali di fanciulle che non nascondevano i loro principi di cellulite e pelle a buccia d’arancia. Ma, nell’immediato, più di questo non avrei saputo dire. E forse nemmeno adesso. Ragion per cui non mi permetto qui di professorare più di tanto sull’argomento, se non per farmi burla di chi si fa burlesque di me. Ovvero tutte le donnette di quella sera sul quel palco e tutte le donnette di future sere come quella su un altro palco come quello.
Impavide femministe a parole, con manie di protagonismo nei fatti e meno grasse dell’indecenza nei dettagli. Per loro il vecchio spogliarello è out: una barbarica tradizione da night club che fa salire la nausea nei confronti di uomini ai lati del ring che guardano con la bava alla bocca. Una cosa ignobilmente maschilista, a parer loro, che ti escono come solita arma il bla bla bla della donna oggetto.
E invece la performance burlesque, quella no.
E’ un gioco che non scade mai nel cattivo gusto e un modo per affermare con ironia una legittima libertà sessuale. Sarà l’effetto socialmente igienizzante del francesismo a convincerle di questo? A togliere la puzza sotto il loro naso all’insù? Si, fuori ogni dubbio. A tal punto che le stesse, oggi, frequentano pure provvisorie e truffaldine scuole di paillettes, per imparare a ondeggiare bene le calze a rete. Una cosa, quest’ultima, talmente difficile da apprendere che pure Umberto Eco quasi quasi ci scrive un manuale.
E che bella cosa. Sono riuscito a parlare del burlesque senza citare Betty Page. Si, la prossima volta, magari.

Sopra, due zinne.

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One thought on “DONNA, NON TI FARAI BURLESQUE DI ME

  1. claudio verzilli ha detto:

    Bellissimo articolo … sembrava che mi autoleggessi dentro mentre lo divoravo velocemente con gli occhi . Ricalca esattamente stati d’animo e pensieri miei .
    E sai la penso come te pur essendo agnostico , analitico e tendenzialmente conservatore .
    Puntualizzo questo perchè capita che il mio interlocutore spesso tenti di “buttarla in caciara” accusandomi di essere bigotto . Cosa che , per evidente forza di cose , non sono.

    Non condanno , ovviamente , chi pratica e si sente “libera” con il Burlesque ma io amo dileggiarmi di chi lo apprezza dicendo che alla fine dei conti stringendo stringendo ” guarda te per raggiungere il piacere l’uomo che cosa si è inventato ” !

    Ancora una volta le donne hanno perso una buona occasione per dimostrare che sono migliori di noi . E lo sono , lo sono … ma cascano nelle nostre trappole come fessacchiotte .

    Ciao e bravo !

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