TI ARRAPO CON UN 4 IN GRAMMATICA

Per una volta parliamo di sesso. Quindi mettete a dormire i grandi e svegliate i bambini, così magari un giorno, chessò, tra venti, quaranta, duemila anni nessuno troverà più sul dizionario Zanichelli la voce perbenismo.
E invece non si può, soprattutto oggi, in quest’Italia recentemente riscopertasi sessuofoba grazie alle vicende del Premier. Ci tocca anzi, al contrario, ripristinare arcaici orgogli e pregiudizi di natura morale.
Per cui ecco subito tre passi indietro: facciamo intanto che i bambini tornano a letto, immaginiamo poi che nessuno di voi sia mai stato su un sito porno nazionale e inventiamoci infine che se io l’ho fatto è stato solo per nobili motivazioni socio-antropologiche.
La ricerca su google, a me neofita del cyber sex, mi stupisce per la quantità di link possibili: un sacco di materiale perturbante mioddio, che se non fosse per il mio senso del dovere abbandonerei subito.
Certo, detta in tutta sincerità, la prima cosa che mi salta addosso su sogninascosti.com, non è una donna con una quarta di reggiseno senza reggiseno. Alla destra del monitor infatti, lampeggiano in alternanza un sacco di pubblicità più ipnotiche. Tutte estremamente imbarazzanti per il genere umano.
A livello di contenuti e di espressione, potrei definirle assolutamente primordiali. Qualcuno mi chiede se voglio sposare donne russe prima, qualcun altro vuole invogliarmi ad aumentare le mie dimensioni.
Si comunica qui al prossimo, insomma, come lo si faceva ai tempi dell’ormai fuori moda Tyrannosaurus Rex.
Noto facile l’orientamento ultramaschilista di tali interpellazioni e poi mi offendo: io, la mia intelligenza, e il mio stadio evolutivo ci sentiamo sottovalutati.
La visita continua e conferma quanto sopra, col supporto di un lessico e una sintassi fruttivendola e analfabetica. Che bello, sembra di essere nella toilette di un autogrill del basso casertano.
I curatori della pornosfera nostrana infatti, tutti inclusi, si rivelano schermata dopo schermata, dei perfetti trascuratori dell’ortografia e della grammatica italiana. Mi fisso su tale punto, convincendomi che è questo il nucleo non ancora discusso dell’osceno in rete: la violazione dell’ultimo codice possibile, quello grammaticale.
La deriva comunicazionale si fa definitiva: l’utente medio è pregato di regredire psicologicamente, di dimenticare il suo tasso di alfabetizzazione, di eccitarsi quanto più all’aumentare di E senza accento e di A senz’acca.
Io mi rifiuto: ci tengo a sottolineare che ad essere scambiato per uno con la quinta elementare, non mi accendo un granché di desiderio.
Per cui chiudo Mozilla e metto fine alla mia vacanza sessuale in rete con la sensazione sgradevole che la mia istruzione superiore e la mia evoluzione intellettuale siano due grossi ostacoli per la fruizione di uno dei più cliccati piaceri della vita: il sesso.
Peccato, fino a questo momento mi era sembrato che si potesse praticare la trasgressione senza rinunciare alla mia intelligenza soggettiva.
E comunque no: cari industriali bottegai e filistei della pornografia, non voglio sposare donne russe. Anzi, non mi voglio sposare punto.
Come disse il mastodontico Silvano Agosti: “Non umilierò mai una donna trasformandola in una moglie”.

Foto di Terry Richardson, testi di Vanni-Pacciani.

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