MASCHILISMO E’ CONVENIENZA

Oggi il sole splende nel cielo, c’è un azzurro purissimo che si stende a perdita d’occhio. La primavera è esplosa pure qui a nord, in un posto che non mi aspettavo contemplasse l’energia del sole e l’allegria della bella stagione; e nonostante questo, nei negozi, i vestiti da uomo costano sempre di più di quelli da donna.
Peccato, proprio oggi che fa così caldo avrei voluto acquistare una polo; mettermi in maniche corte insomma, per far vedere a tutti che non ho un tatuaggio sui bicipiti.
Non cerco nulla di speciale, giusto una maglia sobria: monocromatica sino all’angoscia tenue che solo un grigio medio riesce a darti, e senza alcuna imbarazzante scritta che esalta massoni dell’alta moda o che falsifica la mia appartenenza alla malavita colombiana. Se importo cocaina o sciolgo esseri umani nell’acido, me lo tengo per me. Non è il caso di andarlo a dire in giro.
Sta di fatto che una cosa così costa oggi non meno di quaranta euro, ed io che ragiono ancora in lire ma pure in sesterzi, mi convinco che è meglio lasciare il portafoglio in letargo.
Certo che Dio non ti avverte mica di questo, prima di lanciarti fuori in uno sputo di provincia occidentale a caso. Ma chi lo sa, probabilmente non è nemmeno colpa sua; forse lassù nel regno dei cieli ci sono processi di mercato che ignoriamo e che pure lui è costretto ad assecondare. Magari nell’aldilà le boccettine di testosterone costano di più degli estrogeni, e per questo l’onnipotente si vede costretto a produrre meno maschietti e più femminucce. Poi tutto il resto, qui sulla terra viene da sé, ne è solo conseguenza.
A dirla tutta mi piacerebbe che fosse così, che ci fosse un marketing sovrannaturale a governarci; la cosa potrebbe tornarmi utile quelle volte in cui si è costretti a pensar bene del genere umano.
E invece no, credo che tutto questo non c’entri punto. Me ne convinco e me ne sto ad osservare con livore scaffali stracolmi di cose da donna; a tal punto che pur di risparmiare, penso ogni tanto di andare in giro con l’ombelico scoperto come Britney Spears. Pure se adesso è Shakira, l’esperta del settore.
Ma per lo più demordo dall’azzardo e torno a passeggiare con la mia faccia depressa, insoddisfatta. La gente mi chiede che c’è ed io devo inventare una scusa, perché a raccontarla tutta non funziona.
Ci ho provato ogni tanto a motivarla come carenza affettiva, ma quando dici che la società non ti vuole bene abbastanza e che per questo hai l’invidia del reparto femminile, la gente tende a guardarti con una faccia strana. Come se tutt’un tratto ti fossi messo a sgranocchiare una barra di plutonio; e ti tocca inventare la solita scusa dell’Aids contratto dopo un rapporto non protetto per venirne a capo, per far sì insomma che il tuo stato di amarezza divenga ai più accessibile.
Vestitini, gonnelline, magliettine, scarponcini, pantaloncini, toppini. Mentre giro gli scaffali del settore fanciulle, il diminutivo è in voga, quasi a voler giustificare le differenze tariffarie. Ma io non ci casco e allo stesso modo non accetto mica che un maglione o un pantalone costino di più solo perché hanno un’altra desinenza. La grammatica non basta, per fregarmi.
La verità è che tutti questi sono fronzoli per allodole, e che dentro il nocciolo della faccenda c’è qualcosa di veramente stronzo e poco giustificabile; un ingrediente segreto che tutti reputano superato da tempo e che invece non è mai stato così forte. Il maschilismo.
Ancor oggi frainteso dalle signore come cortesia, mentre lassù qualcuno non vuole di certo essere carino con loro. Anzi.
Se paghi meno devi sempre chiederti dov’è la fregatura, si sa. E qui in mezzo, c’è una questione di potere e nulla più. E’ un meccanismo semplice, che serve a conservare lo stato patriarcale delle cose. Se un uomo spende di più, è obbligato a guadagnare di più, e più è portato a scalare postazioni di rango.
Voi vi beccate una camicetta di chiffon a venti euro, i maschietti invece si tengono la dirigenza della multinazionale che la produce. A ciascuno il suo.

Noi ci vestiamo di merda, però comandiamo.

Annunci
Contrassegnato da tag , , , ,

One thought on “MASCHILISMO E’ CONVENIENZA

  1. Quipercaso ha detto:

    Senza contare che basta un minimo di gusto femminile (ad una donna, intendo, e non è che sia poi così diretta ‘sta conseguenza) per vestirsi tranquillamente con 3 euro a capo.
    TRE euro TRE su di una bancarella, che a cercare le cose le ha comunque, visto che in vie anche rinomate romane, nei pressi di via Ottaviano, gli stessi articoli sono venduti SIA nel negozio SIA nella bamcarella made in bangladesh di fronte. E non parlo della provenienza dei vestiti, che si sa, ma della produzione umana del bancarellaro.

    Hai espresso perfettamente il caos che mi gira in testa da quando ho scelto di avere una frequenza da omosessuale nello shopping. Almeno, da omosessuale MTV.

    Forse non ho colto io, ma nello sviluppo comportamentale comprendi anche un metadone all’invidia della multinazionale? Intendo dire, posso comprare più roba per sopperire alla mancanza di poter calpestare esseri umani a mio piacimento?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: