IL DIVERTIMENTO NON E’ MAI STATO COSI’ DIVERTENTE

Quando una natura incontaminata e un mare verde smeraldo incontrano il miglior cemento depotenziato della camorra, nasce nel Mediterraneo un nuovo, prestigiosissimo villaggio turistico. O resort, che ora lo chiamano così perché fa più figo.
Ottocentomila metri quadri di civiltà strappati alla barbarie della natura, in cui troverai di tutto: dalla tripla piscina carpiata in doppio avvitamento, alla sala da poker clandestino per bambini, dalle otto piste obbligatorie da ballo rigorosamente sudamericano, al cinema per non vedenti.
Potrai fare ciò che più ti aggrada qui: scegliere tra un campionario sterminato di attività umilianti, non è mai stato così umiliante.
E’ una forma di divertimento alternativa, rispetto al divertimento. E chi lo mette in dubbio, questo.
Esperienza che ho fatto quella del villaggio e che consiglio a tutti, specie a chi non ha mai provato l’ebbrezza di essere sottoposto a torture coloniali del secolo scorso.
Prenotai qualche mese prima, con formula di soggiorno exclusive all inclusive, in un’agenzia che evidentemente rifiutava il principio di non-contraddizione di Parmenide.
Arrivato alla buon ora con fidanzata e un’altra coppia di amici da laboratorio, cercai posteggio per troppo tempo nei pressi del nostro bungalow deluxe. Nulla di strano: fu solo un caso, riuscire a trovarlo; ma dall’esperienza imparammo tante cose nuove, ad esempio che non puoi parcheggiare su un handicappato, nemmeno qui.
La civiltà è di casa nei resort di nuova generazione, e c’è un codice della strada da seguire attentamente. Ci sono pure i vigili in bikini, se è per questo. Peccato però che sono tutti uomini.
L’appartamento era spazioso, quanto bastava per dimenticare l’intimità. Dopo due giorni avevo già imparato, per esempio, che la ragazza del mio amico non amava molto i preliminari.
Era del resto pieno di altre femmine in giro e non c’era motivo dunque, di fossilizzarmi con la mia donna, o con quella del mio amico. Mentre andavo in spiaggia per godermi il sole incontrai una quarantina di fanciulle, manco a dirlo, e tutte mi guardavano ammiccando e mi salutavano con impegno abbastanza erotico. Erano le animatrici del villaggio, ed io, che ancora non lo sapevo, pensavo forse di essere improvvisamente diventato splendido, tipo Raoul Bova.
Ignoravo pure, del resto, che il personale addetto all’allegria in quei posti, è costretto ad accoppiarsi solo ed esclusivamente con colleghi di lavoro, mai con clienti del resort. A sancirlo, probabilmente, un decreto ministeriale a favore dell’endogamia.
Di prima mattina, non c’era niente di meglio del risveglio muscolare per attivare il corpo e spegnere definitivamente la coscienza ballando al ritmo delle note di Waka Waka. E’ un’esperienza che consiglio soprattutto agli uomini: pure se un maschietto che balla Shakira, a dirla tutta, rimane una delle cose meno comprensibili che esiste in natura. A breve, forse ci faranno un documentario.
C’era tutto il tempo poi, di prendere il sole sotto l’ombrellone e godersi la natura incontaminata in quell’angolo di paradiso scoprendo con chi sta adesso Alessia Mertz e se è vero che Ridge ha una storia con Rita Rusic; o risolvendo nella migliore delle ipotesi il cruciverba a pagina quattordici di Domenicaquiz, una rivista per nozionisti incalliti che della vita sanno solo la definizione.
Poi partiva però la sigla del gioco aperitivo e la gente schizzava via dalle proprie sdraio. Perché c’erano in palio ricchi premi per i vincitori, così mi avevano detto; e si sa che oggi, quando un borghese di bassa lega prende qualcosa aggratis, nel deserto muore una gazzella.
Dovrei pure raccontarvi il resto della vacanza, ma non vorrei rovinarvi l’appetito. Anche perché poi, del resto, questi posti sono sempre così diversi l’uno dall’altro uno che non ti puoi mai aspettare, ad esempio, quale canzone dei Pooh suoneranno stasera al piano bar, dove hai prenotato tu.
Mi sento di dare tuttavia un consiglio a chi viene qui con dei bambini sotto i sei anni al seguito: uccideteli.

Chi non alza le mani gli muore la mamma. E chi non salta è rossonero. Ma soprattutto, chi non ride è licenziato.

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2 thoughts on “IL DIVERTIMENTO NON E’ MAI STATO COSI’ DIVERTENTE

  1. Ibizi ha detto:

    Devo dire che non avrei mai pensato possibile vederti in un contesto di questo tipo…
    Soprattutto non riesco ad immaginarti ballare il Waka Waka appena sveglio! Sei un mito!

  2. Pseudonimo ha detto:

    Infatti non era il Waka Waka, credo che fosse qualche gastroenterite di Dj Molella, visto e considerato che provai l’esperienza (da insospettabile pure allora, sia chiaro) una roba come 13 anni fa.
    Ma devo dire che nonostante il tempo trascorso, il pezzo risulta ancora attuale e alla moda, come le danze caraibiche.
    Qualche giorno fa ragionavo proprio su questo: c’è gente che ancora crede legittima l’esistenza del Dj (dopo quarant’anni), e altra che balla latino americano.
    Credo che a breve ci investirà una fragorosa rivoluzione metafisica della gioia artificiale. Non può che essere altrimenti.

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