SCOMMETTO CHE NESSUNO E’ D’ACCORDO CON ME

Quando un personaggio famoso finisce ai domiciliari, la gente s’infervora di tachicardia, tutti i giornali ne parlano, e succede il casino. E questo non va bene, specie perché c’è un sacco di gente sconosciuta che si fa il mazzo ogni giorno per rapinare uffici postali in provincia di Asti o di Viterbo per esempio, senza ricevere le stesse attenzioni. Non finiscono mai nei quotidiani a tiratura nazionale costoro, e sono costretti ad accontentarsi, poveretti, di quella misera fama che si raggiunge quando un poliziotto prende le tue generalità. Pensate un po’ che tristezza.
Ma del resto si sa, al giorno d’oggi, se non sei nessuno e vuoi farti conoscere dal grande pubblico, devi alzare la posta, commettere reati più osceni: ti conviene come minimo occultare un cadavere in un frigorifero Ignis, violentare la tua nipotina minorenne Deborah o partecipare al Grande Fratello; sennò l’anonimato pare che te lo cerchi.
Per Beppe Signori invece è diverso, lui è un privilegiato: solo perché un tempo sapeva giocare bene nella Lazio infatti, adesso gli è bastato parlare al telefono con individui poco raccomandabili per ritornare ad essere un argomento di attualità.
Dopo le intercettazioni, me l’hanno sbattuto ai domiciliari e in prima pagina e il risultato è che se la passa meglio adesso, specie a confronto coi mondiali del ’94. A quei tempi infatti, Arrigo Sacchi lo utilizzava sempre come cinquequartista, un ruolo che lo costringeva a stare in quella parte del campo dove bazzicavano i cartelloni pubblicitari e i fotografi, per premettere a Baggio di diventare una star al posto suo.
Ma insomma, pare che abbia scommesso su delle partite truccate, e se questo è vero, lo è altrettanto il fatto che sono cambiati i tempi da quando ero giovane e bello io e si puntava sulla bionda del tavolo diciotto, prima ancora di fare la schedina. Ma sarà perché le donne facevano più le preziose a quei tempi, e rendevano il gioco più interessante; mentre oggi, con un po’ di mestiere ci rimorchi pure Kate Middleton il giorno delle nozze imperiali.
Ma al di là di tutto poi, non mi sento di condannarlo il povero Beppe, non mi va di fare il moralista, pure perché in effetti, una volta che smetti di giocare al calcio cos’è che ti rimane? I figli? No, quelli semmai servono alla Manpower, che ci fa i soldi con i disoccupati.
E allora prendo le difese anche di Stefano Bettarini, l’altro indagato illustre di questa faccenda: lo scagiono e benedico nonostante mi sia antipatico da secoli e pure se lui col calcio c’entra poco e niente, visto la pippa che era. Ma concorderete tutti che ha fatto di peggio in vita sua, il ragazzo, tipo sposare Simona Ventura e utilizzare i suoi geni siliconati per sganciare una nuova creatura intelligente su questo pianeta. Potrei pure sbagliarmi, caro Bettarini Jr., ma con due genitori così non credo proprio che da grande sarai in grado di trovare un modo per ricompensare la società del fatto che non ti ha ancora pestato a sangue.
Assolto Signori, assolto pure Bettarini, non mi resta che scagionare il blocco di calciatori ancora in attività che sono finiti anche loro in mezzo al polverone.
Mi avvalgo di alcune elementari nozioni di biologia per farlo. Parto dal presupposto facile che ognuno di noi è fornito di cromosomi, per capire che qualche mutazione genetica deve aver trasformato questa gente in casi umani stupefacenti, da studiare al vetrino. Non si spiega altrimenti come abbiano fatto a giocare al di sotto delle loro potenzialità in cambio di un assegno circolare.
Io per esempio, che ho un corredo biologico vecchio stile, se durante una partita fossi avvicinato a bordo campo da Roberto Baffo che mi propone in offerta la villa in California di Donald Trump per un euro e novantanove, mica la comprerei. E non tanto perché sospetto che sia un truffatore: potrebbe portarsi pure dietro un notaio al quadrato per rendere il tutto più legale e trasparente possibile, e non cambierebbe niente. Perché quando gioco a calcio, mica lo so cos’è la convenienza e non so nemmeno cosa sono i soldi, se è per questo. Il mondo me lo scordo, perché ho da pensare al prossimo assist. E non ho tempo da sprecare per le fesserie.

Qualcuno gli dica che è anacronistico con quel colletto. E che con lo stile Jonh Travolta non si rimorchia più.

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