TOTO’ DI NATALE CHE SFIGA TOTO’ DI NATALE

Non è perché si avvicina il 25 dicembre che adesso mi sperticherò in dichiarazioni d’amore nei confronti di Totò Di Natale. Nel senso, non ci tengo a sostenere quel tipo di comicità che punta tutto sui giochi di parole.

Piuttosto è che mi sono reso conto stanotte – dopo aver sognato cose brutte e non esser più riuscito a dormire – che l’attaccante dell’Udinese ha avuto poco dalla vita, specie rispetto a quanto ha seminato; e non mi è parsa cosa giusta questa.

Non mi è mai parsa cosa giusta questa.

Non mi è mai parsa cosa giusta la fatica a prescindere, pensate un po’ quando non serve a nulla o al massimo a farti vincere la classifica cannonieri del campionato italiano per due stagioni di fila e passare lo stesso inosservato.

Totò Di Natale l’ha fatto: ha segnato 29 gol nella stagione 2009/2010 e 28 gol nella scorsa, ed Enrico Varriale non se l’è filato di pezza comunque. Anzi, se ne avesse avuto facoltà, se non ci fosse stata la certezza matematica che la matematica non è un’opinione, gli avrebbe tolto pure questa soddisfazione.

Il Milan è campione d’Italia con 84 punti; si vabbè, la classifica cannonieri la vince Totò di Natale, ma piuttosto grandissimo Ibrahimovic, grandissimo Ibrahimovic, grandissimo Ibrahimovic”.

Sarà il cognome che ispira poco i giornalisti sportivi, chissà; in ogni caso dovete ammetterlo: la luce si spegne nei loro occhi quando scorre nella loro lingua il nome del prolifico e sfigato attaccante dell’Udinese.

Totò Di Natale, che sfiga Totò Di Natale, giocare al calcio nello stesso periodo storico in cui Domenica Sprint è condotta da certa gente.

Quella che si troverebbe disoccupata se il pubblico non fosse così stupido da ostinarsi a seguire il nostro campionato, nonostante l’esistenza di quella cosa meravigliosa che è la Liga spagnola.

Totò Di Natale, che sfiga Totò Di Natale, giocare al calcio nello stesso periodo storico in cui la Serie A italiana si dimostra così modesta e noiosa.

Come la nazionale del resto, che ha vinto un mondiale per una botta enorme di deretano e ne ha perso un altro perché ogni tanto funziona anche la giustizia divina; e in entrambi i casi facendo schifo.

Totò Di Natale, che sfiga Totò Di Natale, giocare al calcio nello stesso periodo storico in cui la nazionale di calcio italiana ha le magliette stinte.

Che poi c’era gente come Cannavaro a farti da capitano mentre tu eri in panchina e ti lasciavano sgambare gli ultimi scampoli di partita.

Totò Di Natale, che sfiga Totò Di Natale, giocare al calcio nello stesso periodo storico in cui i capitani si tolgono le sopracciglia al centro estetico.

Totò Di Natale, forse ti rifarai nella prossima vita calcistica, ti reincarnerai in un trequartista raffinato col cognome emozionante e vincerai il campionato con Holly e Benji.

Ma intanto Totò Di Natale, ti faccio omaggio qui, io, l’unico che ti apprezza davvero, di un mazzo di rose che sembrano parole romantiche e ti illudono che qualcuno nel mondo ti vuole bene come meritavi tu.

Totò Di Natale, sappi Totò Di Natale, che quando gioco a Pro Evolution Soccer con la Playstation 3 ti scelgo sempre e non ti metto mai in panchina e tu mi ricambi con quello che puoi, visto che io col joypad non me la cavo poi così bene e al massimo vinco una partita su quattro.

Totò Di Natale, che sfiga Totò Di Natale, giocare a calcio nello stesso periodo storico in cui certa gente come me gioca alla Playstation.

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