L’AVARIA DELLA COMUNICAZIONE EROTICA E’ IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO

L’attesa è lunga. Veniamo a sapere della festa aziendale due mesi prima della data fissata. Una premeditazione in stile annuncio di matrimonio fatto ad amici e parenti.
Quante volte vi sarà capitato di sentire frasi tipo “Ragazzi, abbiamo una cosa importante da dirvi: nel 2017 ci sposiamo!!”. Ecco sì, questa categoria di anticipazioni a cui verrebbe voglia di rispondere volentieri “E che ne sapete, magari nel 2015 uno di voi due perde una gamba in un incidente stradale e l’altro lo molla perchè non se la sente di passare la vita con un handicappato”. Cose carine di questo tipo, viene da rispondere.
Sì, comunque, l’evento “Sommerfest 2012 Arvato” è pubblicizzato con toni più che apocalittici per la serie il nuovo kolossal di James Cameron sta arrivando sui nostri schermi. Su Youtube riesco a scovare in anteprima un trailer, ma è protetto dalla Cia, mentre la locandina pubblicitaria affissa nella sala lounge dove consumiamo i nostri monopasti in solitudine collettiva, mi informa delle coordinate intergalattiche che mi permetteranno di arrivare sul posto. Ma è tutta una copertura per dare l’impressione che sia una festa normale. In realtà le corrette indicazioni stradali si trovano rigorosamente in codice in una traccia nascosta all’interno dell’album Black Tie White Noise di David Bowie.
E’ una festa massonica; è vero, non c’è bisogno di dire Fidelio all’ingresso, ma si narra che nel lontano 2011 un dipendente abbia dimenticato il cartellino di riconoscimento aziendale a casa e sia stato punito con l’obbligo molesto di passare una serata con Pau dei Negrita. Roba tosta, da far accapponare la pelle.
Insomma, evidentemente lo stile Eyes wide shut non si limita ai millantati accoppiamenti promiscui che i colleghi più anziani raccontano per infarcirci di aspettative.
E comunque l’ultimo film di Kubrick non é l’unica pellicola ad essere scomodata per rendere l’idea. Tutto l’immaginario cinematografico d’autore è evocato. Si raccontano pure esperienze psicotrope in stile Paura e delirio a Las Vegas e per i più romantici e passionali fioccano le atmosfere di Ultimo Tango a Parigi.
In ufficio, nei giorni immediatamente precedenti, il pane lievita. La gente non ci dorme la notte. La sensazione è che, dall’annuncio in poi, si stiano tutti mettendo il mascara. Pure i maschi. Pure io.
La pantomima dei rapporti sociali, lo stalking ed il mobbing sessuale si sublimano in sguardi e gesti che dissimulano normalità; ma al di sotto della crosta, la tensione erotica è tale che è vietato l’ingresso ai minori di 16 anni non accompagnati da genitori di mentalità aperta.
Arriva la festa e non delude. L’open bar serve vino atto a generare tutto un ventaglio di disagi fisici che vanno dal mal di testa all’aneurisma. Comunque succede di tutto.
Persone che non si erano mai salutate nemmeno studiano insieme come ristrutturare la casa al mare di lui. Donne misantrope ti abbracciano per farti sentire che odore fanno i loro capelli (un ottimo odore, l’odore di un paradiso arredato da Ettore Sottsass).
Ogni tanto c’è pure qualcuno che dice qualcosa d’intelligente. Chi l’avrebbe mai detto.
Poi però il giorno dopo arriva e ti rendi conto che tutto è tornato come prima. Le persone che qualche ora prima studiavano insieme come ristrutturare la casa al mare di lui hanno ricominciato a non salutarsi. Le donne che ti abbracciano per farti sentire che odore fanno i loro capelli sono tornate ad essere misantrope. Si ristabiliscono i vecchi protocolli di comunicazione.
Un grande classico delle relazioni sociali. L’ennesima dimostrazione che abbiamo bisogno di un’autorizzazione dall’alto per permetterci di strafare. Ma poi strafare; più che altro per sentirci liberi di copulare senza ricamarci su frasi poetiche d’autore.
Perché noi gente non siamo stati forse progettati per maturare un concetto pieno di libertà sessuale in piena autonomia e per fare ciò che ci va di fare abbiamo bisogno di vedere che prima di noi c’è qualcun altro che fa la stessa cosa, altrimenti mica ci muoviamo. Ecco come funzionano le feste, ecco come funzioniamo o meglio malfunzioniamo noi. L’avaria della comunicazione è il pane quotidiano della nostra vita erotica.

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