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VIVIAMO IN UN MONDO DI QUARTIERI SOPRAVVALUTATI

Per dire, una mia conoscente è stata in grado di dire che il principe William è bello. E consentitemi di pensarla così: non è un’idea sua.
Non perché la suddetta mi abbia dimostrato negli anni di avere un particolare gusto estetico, ma piuttosto perché, ne converrete, nemmeno in un mondo quadridimensionale o in un microcosmo privo di accelerazione di gravità il principe William può usufruire del di cui sopra aggettivo qualificativo. E perciò resta da capire perché in questo mondo tridimensionale e soggetto all’accelerazione di gravità questa cosa invece succede.
Ve lo dico io perché succede: perché questo mondo sarà pure tridimensionale e soggetto alla forza di gravità, ma ci trovi comunque troppa gente che si fida delle idee di altra gente, altra gente che si fida delle idee di altra gente ancora, altra gente ancora che si fida delle idee di altra gente ancora e ancora e così via. Si chiamano se vuoi, sovrastrutture.
Insomma: ora non so fino a che punto, ma lo sapete che una buona percentuale di opinioni nostre non sono nostre. Avete capito dove voglio arrivare: in Via Del Parere Manipolato, o in Piazza Della Stronzata Socialmente Condivisa. Due posti che saranno pure dislocati in quartieri diversi, ma che comunque si trovano entrambi, fortunatamente, in quartieri piuttosto fighi. Anzi meglio: uno figo e uno fighissimo; ed entrambi, ovviamente, nella stessa città: Luogo Comune.
Eddai che ce lo sapete pure voi peraltro: in ogni città ci sono quartieri fighi e quartieri fighissimi. E, di conseguenza, quartieri sfigati. E’ proprio questo l’argomento di conversazione che ho scelto per oggi.
Non ci avevate mai fatto caso che i vostri amici e/o conoscenti hanno sempre questa tendenza a sopravvalutare determinate zone della vostra città e a sottovalutarne altre?
Per me, indipendentemente dal codice di avviamento postale in cui mi ritrovo a vivere, ogni volta è la stessa storia. Si ripropongono sempre questo tipo di discorsi tra la gente della mia età.
– Che facciamo stasera?
– Noi andiamo a bere nel quartiere sopravvalutato.
– In quale quartiere sopravvalutato? Il quartiere sopravvalutato numero uno o numero due?
– Nel numero tre.
Mai nessuno che ti invita a passeggiare a zonzo in un quartiere sottovalutato, poniamo il caso, nel quartiere sottovalutato numero due. Lo spirito critico latita dunque, anche nel settore topografico.
Io di questa cosa per la verità mi sono un po’ stancato e perciò ho parlato con un tizio che sta per affittarmi un posto letto dentro l’intestino di un coccodrillo dove ho intenzione di restare almeno per i prossimi quindici anni. La speranza è che nel frattempo qualcosa cambi e che, giovani e meno giovani, grandi e vecchi, insomma persone, la smettano di sottovalutare questo quartiere e sopravvalutare l’altro e decidano che è arrivato il momento di passare la serata senza subire l’influenza di alcun tipo di paranoia urbanistica. Sogno un mondo con un piano regolatore equo e solidale e antispecista.
Magari esco dal coccodrillo, e mi ritrovo davanti un pianeta diverso, che ne so. Un pianeta dove un tizio mi incontra e mi dice di andare a fare un giro stasera nel quartiere sottovalutato. O che un tempo era sottovalutato e adesso è un quartiere come tutti gli altri. Voglio essere ottimista.
Nel frattempo però, io devo racimolare i soldi della caparra da versare al tipo per l’affitto dell’intestino del coccodrillo. E ho l’impressione che ci metterò un po’ di tempo, per cui mi preparo per bene pure stasera ad incontrarmi con gli amici e con la gente a Kreuzberg, il quartiere turco che va così di moda qui a Berlino. E mi preparo pure per quando tornerò a Roma a trovare gli amci e la gente che ho lasciato lì, forme di vita che mi porteranno di sicuro o al Pigneto o al massimo a Piazza Trilussa.

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